AREA 51


(foto tratta da: www.ufoitalia.net )

RESTRICTED AREA 51 FOTOGALLERY

RESTRICTED AREA 51

        Siamo nella parte centro-meridionale del Nevada (U.S.A.), per essere precisi nel deserto: in una zona chiamata “Dreamland” (=“Terra di sogno”, secondo il codice di chiamata radio della base di Nellis), “Watertown” (= “Città dell’ acqua”), “Skunkworks” (=“Officine sporche”), “The Ranch” (= “La fattoria”) o, più notoriamente, AREA 51 (denominazione della base quando, prima del 1994, ancora appariva sulle carte topografiche ufficiali). Pensate che l’ area si estende per circa 26’000 Km quadrati! Per meglio definire dove ci troviamo possiamo prendere dei punti di riferimento abbastanza noi: prima di tutto Las Vegas (1° punto), rispetto a questo paradiso del gioco d’azzardo ci troviamo a 120 miglia (circa 190 Km) a Nord-Ovest, ai margini del letto prosciugato del Groom Lake (2° punto), a tre passi dall’Emigrant Valley. Poi, sulla strada che poi prosegue verso Tonopah, c’ è Rachel (3° punto), un paesino sperduto nel mezzo del deserto ma reso di grande importanza da “Little A Je’ Inn”, una birreria di proprietà di Pat e John Tmvis in cui si ritrovano molti ufologi ed appassionati. Beh, Rachel è così vicino all’area da poterci comodamente arrivare a piedi…
NOTA: Soltanto 16 Km a Sud del complesso dell’ Area 51 (vicino al Papoos Lake) ne troviamo un’altro ancora più segreto: l’Area S4. Quindi, se volessimo andare a vedere l’area dal vivo: “Come ci arriviamo?”
Raggiungere i confini di Dreamland non è assolutamente un problema: è sufficiente seguire la statale 375 (parallela alle Groom Mountains dalle quali nel 1984 l’USAF sequestrò illegalmente ben 89'600 acri di suolo pubblico, tanto per limitare l’osservazione degli appassionati; poi il Congresso ha deciso che anche quell’area era sotto la tutela dei militari…) della contea di Lincon e guardarsi bene intorno… A circa 35 Km a Sud di Rachel dovreste trovare una casella postale nera ed, immediatamente dopo di essa, una strada sterrata che vi porterà fino all’ ingresso principale del complesso. 

Ma non crediate di arrivarci così comodamente! L’intera zona è off-limits: aspettatevi telecamere, vari tipi di sensori , recinzioni , pattuglie reclutate tra i ranghi dei berretti verdi ed incursioni dei SEAL della Marina (addestrati dalle unità di élite Delta Force), ecc… O, secondo altre testimonianze: elicotteri neri privi di segni di riconoscimento e militari (anch’essi non identificabili) che saranno ben lieti di distruggere macchine fotografiche, telecamere e quant’altro e rispedirvi da dove siete venuti.  Tony Pelham, uno dei tanti giornalisti che, incuriositi dalle strane voci sull'Area 51, vi si è recato di nascosto, sperando di scoprire la verità, racconta: “Il deserto laggiù è pieno di militari in tuta mimetica, portano degli M16 e non hanno alcun cartellino di riconoscimento. Non sono dell'Aeronautica, non sono dell'Esercito, non hanno alcun genere di distintivo. E c'è mancato davvero poco che non mi arrestassero, una o due volte. Ho sentito le più strane teorie riguardo a questi uomini. Ma loro sfidavano me ed io sfidavo loro. Quando si avvicinavano e mi chiedevano: -Cosa stai facendo qui?- io rispondevo: -Cosa state facendo voi qui, questo è territorio libero!-”

foto dell'area 51 scattata da Kimbergun 911 (collaboratore C.R.O.P.)

Già molti hanno fatto spedizioni al segnale del miglio 29,5 della statale 375, da dove parte la strada sterrata per il complesso “Area 51”. Nel 1990 l' ufologo William F. Hamilton ha intervistato almeno quattro testimoni che, con tanto di fotografie, avrebbero osservato un UFO volare nei pressi della base e sulle Groom Mountains. L' appassionato Glenn Campbell pubblica mensilmente “The Groom Lake Desert Rat”: un bollettino organo di un gruppo che sorveglia le attività di Area 51 e che organizza escursioni sulla White Sides Mountain ed a Freedom Ridge, alture da cui si osserva bene gran parte della zona. Campbell é anche autore di “A Viewer's Guide to Area 51” (=“Guida per l'osservatore dell’ Area 51”). “Ma Dreamland doveva restare un segreto?” Sì, avrebbe dovuto restarlo.

Nel 1995 sono misteriosamente morti due tecnici che vi lavoravano, quando le mogli hanno fatto causa al governo federale si sono sentite ripetere ossessivamente che i loro mariti non potevano essere morti nell’ Area 51 perchè “l’ Area 51 non esiste”. Pochi mesi dopo sono morti in circostanze altrettanto misteriose altri 35 uomini che lavoravano nella base. Se questi eventi potevano essere ridicolizzati ed insabbiati dai media, lo stesso non fu possibile per delle foto scattate dai satelliti Russi e Francesi che svelavano la presenza di un’enorme complesso con bunker, edifici di diverse dimensioni ed una pista d’atterraggio lunga 4 Km e mezzo. Le foto completarono il giro del mondo in meno di 24 ore e testimoniarono al mondo l’ esistenza di Dreamland. Beh, inutile dire che la casa bianca ed il pentagono continuarono a negarne l’esistenza.
Ora sapete dov’è esattamente, come ci si arriva e com'è difesa… Ma quello che tutti si chiedono veramente è cosa contiene l’Area 51: nuove tecnologie per uso bellico? Dischi volanti? Conserve di frutta?
Andiamoci piano: l’Area 51 venne definita prima del 1980 e per quel che ne sappiamo fino al 1951 Venne utilizzata come base di addestramento della Marina. Successivamente passò sotto il controllo della CIA (=Central Intelligence Agency) che ingaggiò la Lockeed per condotte ricerche e sperimentazioni sui nuovi aerei spia U2 ed SR-7. A partire dal 1960 i test condotti nell’installazione del Groom Lake vennero inclusi nei “Black Projects” e nel 1972 partì un coprifuoco durato 18 mesi segnato dall’ assenza completa di ogni tipo di informazione riguardo alle attività condotte nell’ area. Tuttavia, nel 1973 vi fu un gravissimo incidente che segnò la chiusura della base. Le operazioni riniziarono nel 1980. Questi sono gli unici dati certi. Passiamo ala parte oscura? Ok: prendete pure la vostra pillolina rossa e seguitemi.

Dal 1960 in poi l’ Area 51 divenne bersaglio degli studi di ufologi da ogni parte del mondo ed “attrazione turistica” per tanti appassionati del settore. Si moltiplicano quindi anche gli avvistamenti UFO e la fuga di notizie (vere o inventate) divenne quotidiana anche se per la maggior parte si trattava di ipotesi e supposizioni che non potevano essere dimostrate. Per quanto riguarda gli UFO, beh, devo dire che ormai ne abbiamo visti di tutti i tipi: da quelli “classici” a disco a quelli sigariformi, triangolari, sferici… E poi ci sono le sperimentazioni degli aerei F-117, SR-71 Blackbird, YB-40 (simile al B-2 Stealth Bomber), XB-70, SR-75, F-111 (bombardiere ad ali mobili) e A-10 per l’ attacco ravvicinato. Insomma: di carne al fuoco ce n’ è fin che mai, ma è anche necessario ricordare le numerosissime testimonianze.

Robert “Bob” Scott Lazar ha lavorato dal dicembre 1988 all’ aprile 1989 nel complesso chiamato “Area S4” (a Sud dell’ Area 51). Questo conosciutissimo personaggio (pur vittima di intimidazioni) non ha esitato nel 1989 a farsi intervistare dal giornalista televisivo George Knapp della KLAS di Las Vegas per una serie di trasmissioni televisive sugli UFO. Lazar racconta di tecnologie avanzatissime di origine non aliena, di “cospirazioni governative” (se così possiamo definirle) come il Majestic 12. Afferma di aver visto dal vivo delle entità biologiche extraterrestri (EBE) di tipo grigio con le quali avrebbe addirittura lavorato. Racconta dell’UFO crash di Roswell e spiega in modo dettagliato il funzionamento di alcuni dischi volanti che avrebbe visto e studiato. Paul Bennewitz sostiene di aver intercettato una comunicazione radio riservata tra il complesso del Groom Lake ed i servizi segreti in cui si parla di un’ enorme base sotterranea nascosta sotto l’Area 51 in cui vi sono sia umani che alieni di tipo grigio che mutilano animali e compiono abominevoli esperimenti genetici nel tentativo di creare un essere ibrido tra questi alieni e gli uomini. Anche John Lear (ex agente della CIA) parla di un accordo tra i “piccoli grigi” e gli umani. Sarebbe una specie di trattato di scambio: rapimenti – tecnologia. Secondo altre fonti ancora i grigi non avrebbero rispettato l’accordo eccedendo nei rapimenti. Coelati-Rama sostiene la teoria secondo cui queste storie sarebbero messe in circolazione dai servizi segreti appositamente per screditare l’ufologia. James Goodall (scrittore e giornalista specializzato in aeronautica) ha parlato di ben 8 “programmi neri” sviluppati all’ interno dell’ Area 51 ed un’ex dipendente della Lockeed da lui intervistato ha parlato di “alcuni oggetti che sfrecciano sul deserto del Nevada tali da far venire l’acquolina in bocca a George Lucas (il regista del serial “Guerre stellari”). Persino l’ex presidente della divisione di sviluppo avanzato della Lockeed Ben Rich ha confessato di credere all’ esistenza degli UFO. Nel 1980 Dave L. Dobbs (giornalista ed ufologo) intervistò il radiotecnico Mike Hunt. Questi sostenne di aver lavorato nell’Area 51 dal 1960 al 1962 per conto della Commissione Atomica Statunitense, di aver appreso la presenza di un UFO portato a Dreamland dalla base di Ewards (California) e di aver visto dei contenitori portanti il timbro “Project Jet Light” che avrebbero avuto a che fare con lo studio del sistema di propulsione di almeno 3 UFO. Wendele Stevens (ufologo) Conferma le tesi di Hunt e ricorda di aver visto lui stesso ne 1977 un UFO sigariforme nei pressi della vicina base aeronautica di Tonopah. Posso proseguire? Ok, non vorrei annoiare i miei lettori con una lista infinita di nomi e date, ma anche senza tutti coloro che si sono lasciati spaventare dalle intimidazioni, le testimonianza sono davvero tante. Vorrei dare anche una menzione d’ onore alla testimonianza di Tim Cooper ed alle teorie di David Icke (i suoi libri sono editi in Italia da “Macro edizioni”). Infine, ci tengo a sottolineare come il complesso del Groom Lake non sia unico: ce ne sono molti altri ma sono meno conosciuti. Qualunque cosa nasconda, il fascino della Terra sei sogni non è destinato a svanire troppo in fretta. –

Articolo scritto da STEFANO "DAATH" M.

FOTOGALLERY DELL'AREA 51 (foto di Kimbergun 911)

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