RAZZE IGNOTE DEL NORD AMERICA

America sconosciuta: Razze ignote nel Nord America 

        A un fugace sguardo del vastissimo territorio Statunitense sorge spontanea una domanda: Come è possibile che un territorio così grande, così ricco e così vario per clima e ambiente non abbia, in un ancestrale passato, ospitato antiche civiltà come quelle più note: Greci, Romani, Persiani, Assiri, Babilonesi? Infatti, per una strana consuetudine storica (strana per i tempi di oggi) i popoli antichi si sono installati sempre in zone prevalentemente calde; nel continente americano, come sappiamo, tali zone sono il Messico, Panama, il Perù e via dicendo. L’unica àncora di salvezza è rappresentata dal popolo degli Indiani, più volgarmente chiamati Pellerossa, divisi nelle tribù dei Cheerokee, Apache, Arrapao, Sioux, etc. Tuttavia i Pellerossa, sebbene rappresentino una bellissima cultura sotto tutti i punti di vista, non si può certo dire che abbiano lasciato resti archeologici come quelle delle civiltà del centro-sud America: Maya, Toltechi, Zapotechi, Incas, Olmechi; infatti, le loro città, con le loro antiche piramidi, non sono per nulla inferiori alle piramidi Egizie o ai resti archeologici romani e greci! Costituiscono un genuino esempio di architettura mesoamericana. 

Sfortunatamente, quanto abbiamo appena esposto viene totalmente cancellato dalle recenti scoperte archeologiche che confermano quanto in realtà il territorio Statunitense sia antico, ospitando tra le righe anche civiltà sconosciute dimenticate dal tempo e dall’uomo. Volendo parlare di civiltà non misteriose, gli studiosi ci hanno accennato a dei ritrovamenti (di epoca Mesolitica) di nuclei con un sistema sociale abbastanza complesso (per lo più negli Stati Uniti orientali), per nulla inferiore ai sistemi preistorici sorti in Eurasia o in Africa, o anche nel Kansas, col ritrovamento di punte di lance di culture assai remote; oltre che di culture del Neolitico e del Paleolitico nel territorio del Texas e dell’Arizona. Tuttavia, suddette civiltà normali vengono stranamente offuscate dal ritrovamento di altre numerose culture che, a differenze di quelle prima citate, sembrano sorte dal nulla e vani sono altrettanto le ipotesi che gli studiosi tentano di fare su di esse. Elenchiamo quindi tutte le culture "X" degli Stati Uniti d’America, culture note e meno note che in entrambi i casi pongono lo studioso di fronte a un bivio, culture che per la loro labirintica complessità sono state spiegate facendo appello ai misteriosi mondi scomparsi o alla civiltà "X" che dominò la Terra in tempi remoti, o altre teorie di sapore analogo. Dopo questo elenco, tenteremo naturalmente  nche noi di spiegare in breve il quadro della situazione, proponendo teorie che restano delle mere interpretazioni, non obbligatoriamente combacianti a quello che veramente potrebbe essere accaduto.

1) Circa una decina di anni fa, nello stato della Georgia furono ritrovati resti di una civiltà sconosciuta all’apparenza molto simile a quella dei Maya, ma per certi caratteri (moda, usi, costumi, folklore) molto simile alle culture Mesopotamiche! Questa notizia fu riportata dal un numero di Focus di appunto dieci anni fa, e da quella data gli archeologici tentano ancora di fare luce su questa cultura;

2) La famosa cultura degli Anasazi, meglio conosciuti come Pueblo, installati nell’odierno New Mexico. Confusi all’inizio con le culture indiane del posto, ben prestò si capì che gli Anasazi (che ci hanno lasciato delle non indifferenti strutture archeologiche) erano una cultura molto più evoluta dei selvaggi Indiani, una cultura accostabile, volendo fare un esempio, ai primitivi Hittiti o anche a quelle popolazione semite che dettero origine alle culture Mediorientali. Gli studiosi ci hanno mostrato l’abilità di questo popolo nel realizzare bellissimi canestri che per il complicato intreccio pongono serie domande su come li realizzarono. Non ci sono, a nostro malincuore, documenti che ci svelino i segreti di questi misteriosi popoli; possiamo solo considerarli come eredi di qualche anticha cultura, una cultura che porta il nome Atlantide? Potrebbe anche essere;

3) Questa scoperta (più che altro ipotesi) risale al 1850, quando un certo William Walker, conosciuto come il conquistatore del Nebraska, trovandosi nella Death Valley, come sappiamo zona desertica che si estende tra il Nevada e la California disse: 

        "In questi paraggi si vede un edificio centrale imponente, attorno al quale giacciono i resti di una città che s’estendeva per un miglio circa. Si trovano i segni di un eruzione vulcanica, con blocchi carbonizzati o vetrificati, attestanti il passaggio di un terribile cataclisma. Al centro di tale città, vera Pompei americana, sorge uno sperone roccioso alto da 20 a 30 piedi su cui si scorgono ancora i resti di costruzioni ciclopiche. L’estremità meridionale degli edifici sembra uscita da una fornace e la roccia stessa che li sostiene mostra tracce di fusione. Singolare è che gli Indiani non abbiamo conservato alcuna tradizione relativa alle genti stanziate in quei tempi, in questa regione. Osservando le tristi rovini essi sono presi da un terrore superstizioso, ma non conoscono nulla che riguardi la storia".

        Sfortunatamente le teorie di Walzer non hanno basi solide poiché studiosi affermano che in quella zona non si sono mai verificati terremoti, eruzioni vulcaniche o via dicendo; volendo anche ammettere la realtà di questi fenomeni naturali, non avrebbero mai potuto vetrificare le rocce. Tuttavia, le teorie di Walker non devono essere scartate e magari le imponenti montagne del West americano erano effettivamente antiche costruzioni, ma chi lo può dire?

4) Venendo alla fine del nostro elenco, citiamo il caso di un contadino dell’Ohio che, durante lo scavo di un pozzo con altri collaboratori, trovò a svariate profondità un pavimento costituito da mattonelle perfettamente incastrate, un lavoro degno della evoluta civiltà nostrana. Chi e quando realizzò queste cose? Il caso dell’Ohio non è il solo. Infatti, in altre parte degli Stati uniti sono stati ritrovati strani pavimenti, strani tempi in miniatura e bassorilievi appartenenti a culture enigmatiche. Concludendo, oltre che delle tavole del Michighan di cui abbiamo già discusso, citiamo il caso delle grotte di Burrows, trovate soltanto nel 1982 da Russel Burrows a Onley nell'Illinois! Non troppo misteriose, poiché queste grotte riportano resti di una nota cultura: quella Ebraica.
Ma il punto è come finirono nell’Illinois? L’enigma circa il loro arrivo costituisce ancora un rompicapo. A questo punto, volendo spendere qualche parola, ci poniamo su due fronti: da un lato, poniamo come altamente falsi o falsificati tutte i reperti ritrovati dagli archeologi, dichiarando che nessuno, in alcun caso, eccetto gli Indiani ha mai abitato il suolo americano per molti secoli. Da un lato, volendo credere a questi ritrovamenti e inserendoci un pizzico di fantasia, diciamo che queste culture fossero ereditiere dell’impero di Atlantide o Mu, che distruttesi ripararono nel continente nordamericano, dando vita a queste cittadelle avanzate, oppure città che costituirono quella sorta di Medioevo tra la decadenza degli antichi continenti scomparsi e l’era moderna (si intende la nostra era, quella che parte con la nostra Preistoria), Medioevo cancellatosi poi da un ulteriore diluvio. C’è dell’altro: è possibile che queste fossero città di unico impero mondiale che si estendeva sulla Terra in tempi remoti? Immaginiamo un mondo dove non ci sono né Atlantide, né Mu; un mondo geograficamente come il nostro, occupato in tutti i suoi punti, e quindi anche nel Nord America, da una civiltà evoluta proveniente dalle stelle o sviluppatasi prima della nostra storia e preistoria. Infatti, noi facciamo risalire la Preistoria a un epoca precisa. Ma perché noi la conosciamo così, noi facciamo partire da lì la civiltà dell’uomo, ma ciò non toglie che un mondo avanzato possa essere esistito ben prima di questa preistoria che noi conosciamo, un mondo di cui abbiamo perduto la memoria poiché cancellato dal tempo e dalle intemperie! Queste città americane avrebbero potuto essere benissimo esistite contemporaneamente allo splendore di Atlantide (la Grecia e la Magna Grecia ad esempio vivevano un'epoca contemporanea), distrutte poi dal Diluvio, che annientò anche la madrepatria che l’aveva fondata. Come si riflette sulle città scomparse degli Stati Uniti d’America, si può riflettere anche su città scomparse di qualsiasi parte del mondo, poiché, se tutte recanti il mito della loro distruzione da parte di catastrofi naturali, è ragionevole pensare che fossero tutte suddite di un grande impero prediluviano, ancora celato ai nostri occhi!

PASQUALE ARCIUOLO

Bibliografia:

Peter Kolosimo, "Terra senza tempo", Mursia edizioni 

Peter Kolosimo, "Non è terrestre", Sugarco edizioni

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