AMAUR GED
E IL MERAVIGLIOSO VOLO DI NATITA

"L’Incontro" (tratto da "Il Meraviglioso Volo di Natita", di Amaur-ged)

        Un sacerdote di nome Natita vissuto al tempo di Sesostri, terzo re della XII dinastia, descrive un volo da lui compiuto che definì meraviglioso, su una nave volante. A quel tempo la monarchia era divenuta potente, le arti in Egitto erano già molto sviluppate, grandiosi edifici ornati di pregevoli sculture decoravano le principali città. Quella dinastia si estinse con Senniofri, sorella di Ammeneun ultimo principe. Il sacerdote Natita racconta che trovandosi sulle rive del Nilo, non molto lontano dall’antico tempio di Dendera, scorse, posato sulla sabbia, uno strano ed enorme uccello. La paura gli consigliava di allontanarsi, la curiosità lo portava ad avvicinarsi, tanto più che due persone sostavano vicino quindi non doveva essere pericoloso, al volatile, Gli giunse una voce: “Non temere, si tratta di una nave volante, sali sopra con noi e potrai osservare dall’alto come sia fatta la terra, ti aspettavamo poiché hai raggiunto l’età della saggezza e quindi nulla di quanto vedrai ti stupirà”. Appena fu nel ventre del velivolo, questi si alzò, mentre le ali si muovevano lentamente. Istintivamente Natita guardò fuori da una finestra e vide le immen­se ali abbassarsi ed alzarsi, poi abbassarsi di nuovo e risollevarsi ancora; il loro movimento divenne gradatamente sempre più rapido. In basso si stendeva una vasta distesa d’acqua e il sacerdote comprese che andavano verso una terra di cui molti parlavano, ma ai più sconosciuta. Dopo avere superato quell’acqua che al giorno d’oggi è il Golfo Persico, arrivarono su una terra verdeggiante per enormi foreste, solcate da fiumi sulle cui rive sorgevano delle città, in lontananza si scorgevano dei monti altissimi. Il sacerdote guardava affascinato quel paesaggio coperto da una folta e verdeggiante vegetazione, molto diversa da quella della sua terra in cui la sabbia del deserto predominava e solo lungo le rive del Nilo crescevano erbe e piante. Gli giunse una voce: “Quella che vedi è la nostra patria, essa ha una antichissima civiltà, la nostra scienza è talmente progredita da permetterci di volare, osserva laggiù alla tua destra». Natita guardò nella direzione indicatagli e scorse diverse macchine volanti procedenti a varie altezze e di dimensioni diverse. “Il nostro popolo è riuscito con l’aiuto di Esseri provenienti dalle stelle a costruire delle navi volanti che possono con sicurezza innalzarsi nei cieli. La nave scese in uno spiazzo nei pressi di una grande città; era molto vasta con sontuosi palazzi e nelle vie molta folla passeggiava apparentemente senza preoccupa­zione e vi doveva regnare il benessere. Al mattino seguente la nave volante si alzò lentamente mentre le stelle impallidivano davanti al chiarore sempre crescente del giorno.

GIORGIO PASTORE

BIBLIOGRAFIA:

Alberto Fenoglio, I MISTERI DELL'ANTICO EGITTO, Gruppo Editoriale Muzzio

Giorgio Pastore, Dèi del Cielo, dèi della Terra, Eremon Edizioni.

LE TRE CIVILTÀ DEL SILENZIO

"Il nostro popolo è riuscito con l'aiuto di Esseri provenienti dalle stelle a costruire delle navi volanti che possono con sicurezza innalzarsi nei cieli."

Abbiamo più volte discusso delle teorie circa l'ipotetica civiltà pre-diluviana: come doveva essere strutturata, come si sarebbe distribuita su un preciso territorio geografico, in base a quali canoni urbani le loro città, le capitali, le periferie e i quartieri residenziali sorgevano. Sebbene parlare di una civiltà del genere sia ancora prematuro, sembra in base a ricerche approfondite che un tale regno possa essere esistito veramente. Volendo rispondere affermativamente a un quesito del genere (se è esistita o meno una civiltà primordiale) c'è da dire che non sappiamo ancora dare una storia a questa civiltà: non sappiamo quando sorse, quali furono le sue vicende politiche e sociali, i suoi costumi, il pensiero filosofico e scientifico. Non sappiamo niente circa la natura etnica di questi abitanti, come si distribuivano, quale forma avevano le loro case, qual era il loro concetto del bello, dell'organizzazione dello spazio, dell'architettura, dell'arredamento, per quanto tempo durò quest'impero (se di un impero si trattò), da dove vennero i suoi abitanti, a quali leggi si ispirarono per la gestione della società e così via. Praticamente, non ne sappiamo ancora nulla. Tutto è avvolto in un tremendo e cristallizzato enigma...
Tuttavia, il passo che abbiamo posto all'inizio dell'articolo, tratto da Il meraviglioso volo Natita, scritto dall'arabo Amaur Ged, getta nuova luce non tanto sulla società pre-diluviana quanto sulla sua origine e le genti che la influenzarono.
La vicenda, come sappiamo, narra del sacerdote egizio Natita che, mentre si trovava sulle sponde del Nilo, vide un uccello enorme affiancato da due uomini. La frase che i due uomini gli rivolsero allorché lui si avvicinò fu molto strana, ma risulta essere l'elemento dominante di tutta la vicenda:

"Non temere, si tratta di una nave volante, sali sopra con noi e potrai osservare dall'alto come sia fatta la terra; ti aspettavamo poiché hai raggiunto l'età della saggezza e quindi nulla di quanto vedrai ti stupirà..."

Quindi, nell'antico Egitto qualche uomo possedeva macchine volanti, facilmente confondibili con enormi uccelli, capaci di compiere voli straordinari? Come risulta poi dalla descrizione del sacerdote, la nave si sarebbe spostata in seguito verso una verde valle, dove era situata una civiltà misteriosa (che fa tanto pensare alla terre del nord america quanto a quelle subpolari).
A questo punto non si hanno più dubbi: sulla Terra esisteva una civiltà che conosceva la tecnologia ed era molto avanzata e progredita, ma capiamo che fu autoctona. Non era, come pensano certi studiosi, originaria di altri pianeti. Tuttavia, il passo ci dice che questa civiltà si sviluppò proprio perché istruita da esseri di altrialtri mondi; non furono loro a giungere o a conquistare la tecnologia, fu importata da altri, provenienti dall'esterno. Non furono loro la famosa civiltà primaria, loro furono soltanto un popolo, molto antico forse, che ebbe la fortuna di essere visitata prima da altri esseri e di apprendere e conoscere la vera tecnologia che vige nell'universo.

Le civiltà del silenzio sono quelle mute, di cui sappiamo poco o niente. Possiamo suddividerle in tre gruppi:

* I - Civiltà predinastiche egizie, antichi Cinesi, civiltà pre-sumerica, (prima del IV millennio a.C.).
Sono le civiltà che entrarono in contatto con gli dèi provenienti dalle stelle, dai quali appresero importanti cognizioni scientifiche e tecnologiche, in seguito dimenticate o tramandate oralmente, solo a pochi prescelti.

* II - Egizi, popoli della Mesopotamia, civiltà Minoica (dal IV millennio a.C.).
Ebbero la fortuna di entrare in contatto con quella civiltà avanzata e nascosta che a sua volta era stata influenzata da un'altra aliena, sbarcata sulla Terra. Queste civiltà dell'antichità molto probabilmente ebbero anch'esse visite da parte di esseri di altri mondi, ma non ne abbiamo la certezza. Basandoci sempre sul racconto, diciamo che questi esseri erano gli stessi che portarono in volo Natita. Non venivano da Venere, da Marte o dalle Pleiadi; erano semplicemente terrestri che primi tra tutti avevano costituito un nucleo urbano e avevano beneficiato della tecnologia importata da altri esseri.
Queste civiltà terrestri a loro volta fecero conoscere la tecnologia ai popoli più barbari di loro.

* III - Civiltà entrate in contatto nuovamente con esseri provenienti dalle stelle (II millennio a.C. ca.).
Ambasciatori della stirpe stellare tornarono probabilmente sulla Terra intorno al 1500 a.C., quando Akenaton regnava in Egitto e la civiltà Minoica crollò, lasciando spazio a quella Micenea. Gli Assiri succedettero ai Babilonesi e l'Europa conobbe le prime civiltà organizzate, tra le quali quella degli Etruschi e dei Sardi. Gli dèi rimasero poco tra gli uomini, per poi ritornare tra le stelle. Forse, l'Atlantide di Platone si sviluppò proprio in questo periodo, nel Mediterraneo, provocando la crisi generale che investì le civiltà citate. I popoli del mare descritti nelle cronache egizie dei secoli successivi potrebbero essere stati sopravvissuti in fuga del famoso cataclisma il quale portò alla scomparsa dell 'isola. Non dimentichiamo la distruzione di Thera, proprio in questo stesso periodo.

Natita entrò appunto in contatto con uno di questi popoli evoluti della Terra, ma è da ritenere che non fu l'unico gruppo avanzato del pianeta. Ve n'erano ovunque, ma solo a uno capitò d'istruire le civiltà inferiori, tramandanto come meglio poté il sapere appreso. Non è da scartare l'ipotesi che vede le genti di Atlantide quali istruttrici di Natita. Forse, un gruppo di sopravvissuti giunti in Egitto. Gli esseri extraterrestri che entrarono in contatto con gli uomini del terzo gruppo di civiltà crearono praticamente un nuovo mondo, parallelo a quello a cui avevano già dato vita in passato. In tal senso, potremmo ricordare il racconto di Lacerta (ndr. vedi nell'indice del sito), la quale raccontava di come gli Elohim crearono più civiltà, di cui alcune furono più avanzate delle altre. Abbiamo più volte criticato il racconto di Lacerta come falso, ma se fosse vero in realtà? Traendo dal volo di Natita la verità a tre poli e comparandola con quanto dice Lacerta possiamo dire di trovarci di fronte alla verità dei fatti?

Concludendo, non ci fu un'unica avanzata civiltà che portò la cultura ai popoli della nostra storia, ma ce ne furono almeno due: una fu maestra l'altra allieva. Una venne dalle stelle, l'altra fu autoctona. Quest'ultima potrebbe essere stata quella vissuta sulla scomparsa isola di Atlantide. L'errore di fondo forse è stato nel fondere le civiltà del gruppo II conquelle del gruppo III, vedendo i piloti di Natita come essere di altri mondi. Non vi sono più dubbi che si trattò invece di due facce diverse della stessa medaglia. Purtroppo le nostre analisi, per quanto risolutive, a volte non sempre possono corrispondere alla verità dei fatti. C'è chi dice che Amaur Ged si sia inventato di sana pianta il racconto, altri pensano che possa essersi ispirato a racconti già vecchi di qualche centinaia d'anni. Personalmente, ho voluto dare un quadro della vicenda, partendo dal passo citato all'inizio del nostro articolo. C'è da dire che la suddivisione in tre grandi fasce di civiltà è indicativa e soggettiva, sia perché nella storia non vi sono mai periodi distinti e ben definiti, sia perché vi sono troppi intrecci enigmatici e misteriosi anche tra queste diverse civiltà, in un mondo perduto nel tempo e nei ricordi.

PASQUALE ARCIUOLO

Bibliografia:

J. Douglas Kenyon, Forbidden History - Extraterrestrial Intervention, Prehistoric Technologies
William Bramley, G
ods of Eden, The Chilling Truth About Alien Infiltration, Technology of the Gods
David Hatcher Childress, Operazione terra, Brinsley Le Poer Trench, Edizioni Mediterranee

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