AHNENERBE
Le origini ancestrali

        Sicuramente la maggior parte di noi ricorderà il film Sette anni in Tibet, in cui un ottimo Brad Pitt nei panni dello scalatore Heinrich Harrer trascorreva un periodo di tempo alla corte del Dalai Lama, il capo spirituale della religione Buddista. In pochi però sapranno che la vera storia di Heinrich Harrer nasconde particolari di una delle pagine più misteriose della storia dell’umanità.
L’Ahnenerbe occupa un posto di primo piano nell’insieme delle aberrazioni più misteriose della storia del regime nazista. Questo gruppo operativo fu costituito ufficialmente il 1 gennaio 1935 ad opera di Heinrich Himmler, uno dei gerarchi nazisti più potenti, con il nome di “Deutsche Ahnenerbe – Società di studio sulla storia antica dello spirito”, ma presto divenne nota con il nome di “Eredità Ancestrale”. Tuttavia, già dal 1928, l’Ahnenerbe era identificabile con la Wirth, una società segreta di studio del germanismo fondata dall’olandese Hermann Wirth. Lo stesso Wirth fu il responsabile del primo reparto operativo dell’Ahnenerbe, che si occupava dello studio della simbologia germanica e, soprattutto, delle rune, l’antica scrittura dei popoli del nord. Lo stesso simbolo della società è preso direttamente da questo primitivo alfabeto ed indica la vita. I membri della società, oltre ad una notevole preparazione culturale, erano tenuti ad allenare anche il carattere e soprattutto il fisico, la cui cura rivestiva una grande importanza: ogni singolo membro era obbligato a praticare alpinismo e arrampicata, gli sport che nella logica nazista maggiormente mettevano alla prova il corpo umano.
Nel periodo di massimo splendore, l’Ahnenerbe contava 43 dipartimenti più o meno importanti e dedicati ad una grande varietà di studi, quali antropologia, botanica, astronomia, erboristeria, geografia, geofisica, danze popolari, canzoni tradizionali, archeologia, sociologia, magia e occultismo. Quest’ultimo campo di studi è quello a cui l’Ahnenerbe deve la maggior parte della sua fama: capitanato da Friederich Hielscher, si occupò di ricerche negli angoli più sperduti del globo, quali Tibet, deserto del Gobi, Amazzonia, Africa, nonché della caccia ad oggetti di elevato valore mistico, quali il Sacro Graal, la lancia di Longino e il tesoro dei Templari, e luoghi misteriosi quali la Terra Cava e Shamballa, la capitale di Agharti. L’importanza dell’associazione era talmente alta che annoverava nelle sue file persino degli scienziati di origine ebrea. Godette di autonomia più completa sino al 1944, quando passò direttamente sotto il controllo delle SS. 
Gli obiettivi dell’Ahnenerbe erano molteplici:
· Investigare la sfera di influenza territoriale e spirituale della Germania.
· Riscattare e ricostruire le tradizioni tedesche.
· Diffondere la cultura tradizionale germanica nella popolazione.
L’Ahnenerbe si occupava anche della ricerca dei cosiddetti “Oggetti del potere”, che secondo la credenza popolare permettono al loro padrone di dominare la Terra ed il cui possesso tanto ossessionava Adolf Hitler. Le investigazioni dei membri della società univano in una sorta di simbiosi metodi di ricerca scientifica ed ideologie di partito..
Il primo dei numerosi oggetti recuperati dai ricercatori dell’Ahnenerbe fu la mitologica Lancia di Longino, che la leggenda indica come l’arma con cui il centurione Longino trafisse il costato di Cristo dopo la morte. La lancia era parte del tesoro del palazzo imperiale di Hofburg a Vienna, appartenuto a Carlo Magno. In gioventù Hitler era solito soffermarsi ad osservare la mitologica lancia esposta al pubblico, come in uno stato di trance. Successivamente all’Anschluss, si affrettò a traslarla a Norimberga, la futura capitale del Rechi Millenario. Gli scienziati del reich si prodigarono anche nella ricerca dei famosi teschi di cristallo, una serie di teschi scolpiti in materiale vetroso in tempi antichi, la cui perfezione rappresenta una sorta di anacronismo costruttivo. Giunsero persino nell’Etiopia fascista, alla ricerca della perduta Arca dell’Alleanza, oggetto sacro della tradizione ebraica. L’oggetto che Hitler cercò con più insistenza fu però il Santo Graal. Per giungere al suo ritrovamento, l’associazione reclutò l’esperto Otto Rhan. I risultati delle sue ricerche portarono gli uomini con la svastica sin nel sud della Francia, a Montsegur, l’ultima roccaforte catara. Esaminò le cripte e i sotterranei della rocca ed inviò ciò che aveva trovato a Berlino, nel massimo segreto. Nell’ottica delle ricerche del Santo Graal si inserisce probabilmente anche il massacro di Oradour-Sur-Glande, un paese i quali abitanti furono apparentemente massacrati senza motivo da un’intera colonna delle Panzer SS. 
Nel profondo della foresta amazzonica, gli scienziati tedeschi effettuarono ricerche e studi sulle potenti droghe e sulle sostanze allucinogene usate dagli sciamani, forse in ricerca di una droga capace di annullare completamente la volontà dell’uomo, preziosa sia per inculcare ai diversi individui le dottrine di regime, sia per formare un esercito di uomini totalmente obbedienti e pronti a tutto in nome della difesa della patria. Ma le spedizioni più famose rimasero quelle in Tibet. I membri dell’Ahnenerbe erano convinti della sopravvivenza di determinate tradizioni ancestrali indoeuropee nelel vestigia antropologiche ed archeologiche delle popolazioni orientali. Nel 1938 l’Ahnenerbe finanziò una spedizione nell’estremo oriente a capo del dottor Ernst Schaeffer, etnologo ed alpinista: sua missione era realizzare uno studio scientifico del popolo tibetano. Durante la spedizioni esaminò più di trecento crani di abitanti del Tibet e del Sikkim, registrando minuziosamente le loro caratteristiche fisiche. Determinò che il popolo tibetano si situava in una posizione intermedia tra le popolazioni europee e mongolidi, e che i caratteri europei erano tanto più marcati quanto lo stato sociale si alzava. Ma un altro dei compiti assegnati a questa spedizione era la ricerca della mitica Agarthi, regno sotterraneo in cui risiederebbe il Re del mondo, entità con cui Hitler sosteneva di mantenere una sotra di contatto telepatico. L’ultima spedizione in Tibet avvenne nel 1939, agli ordini del già nominato Heinrich Harrer, ma fu bloccata a Karachi dallo scoppio della Seconda Guerra Mondiale: è l’inizio della storia che sarebbe stata in futuro ripresa da Hollywood con il nome di Sette anni in Tibet. 
Nel luglio del 1943, in concomitanza con l’inizio dei bombardamenti degli Alleati sopra la Germania, tutti gli oggetti ed i documenti dell’Ahnenerbe furono trasferiti in una paese della Franconia chiamato Waischenfelf, dove giacquero sino al momento della loro distruzione, avvenuta prima della disfatta finale. I gerarchi dell’associazione vennero giustiziati in base alle decisioni del processo di Norimberga, portando con sé per l’eternità tutti i segreti e le scoperte a cui questa associazione venne a capo. 

Riccardo Pelucchi

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